Chirurgia del volto

Blefaroplastica superiore

Rimuove l'eccesso di cute e, quando indicato, le borse adipose delle palpebre superiori, per ridare freschezza e apertura allo sguardo.

Cos'è

In cosa consiste

La blefaroplastica superiore moderna lavora con un principio di preservazione: si toglie poca pelle, si conserva il muscolo orbicolare e si riduce solo il cuscinetto adiposo interno, per mantenere la pienezza sotto il sopracciglio che è un tratto giovanile. La cicatrice segue la piega naturale della palpebra, prolungata oltre l'angolo esterno dentro una ruga d'espressione.

La palpebra può invecchiare in due modi opposti: per accumulo di pelle e cuscinetti che sporgono, o per svuotamento. Dove la palpebra è svuotata, togliere tessuto la invecchia: in quei casi si aggiunge volume con un innesto di grasso del paziente, iniettato in profondità in quantità molto piccole.

Per chi è indicata

Pazienti con cute palpebrale superiore in eccesso che forma un cappuccio sulla piega, appesantisce lo sguardo o, nei casi più marcati, riduce il campo visivo periferico.

Un'attenzione importante: se la palpebra copre troppo la pupilla il problema è la ptosi, cioè la debolezza del muscolo che la solleva, e si corregge con tecniche dedicate che non vanno confuse con la rimozione di pelle. Sopracciglio e palpebra, inoltre, si influenzano a vicenda: togliere molta pelle palpebrale abbassa il sopracciglio, e sollevare il sopracciglio riduce la pelle in eccesso sulla palpebra. Per questo la valutazione considera sempre il terzo superiore nel suo insieme.

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I casi variano da persona a persona.

Decorso

Decorso post-operatorio

  • Anestesia locale con eventuale sedazione, in regime ambulatoriale/day surgery
  • Punti riassorbibili o da rimuovere in 5-7 giorni
  • Gonfiore ed ecchimosi nella prima settimana, generalmente gestibili con impacchi freddi
  • Ripresa delle attività sociali dopo circa 7-10 giorni
  • Un anno è l'orizzonte realistico per giudicare l'esito definitivo, cicatrici comprese

Nella preparazione all'intervento rientrano la sospensione del fumo e dei farmaci o prodotti erboristici che interferiscono con la coagulazione almeno due settimane prima e, in caso di occhio secco, una valutazione oculistica. I tempi indicati sono orientativi: vengono definiti con precisione nel corso della visita.

Domande frequenti

Le domande più comuni

D. Lascia cicatrici visibili?

R. L'incisione segue la piega naturale della palpebra e prosegue oltre l'angolo esterno dentro una ruga d'espressione: diventa generalmente poco visibile nel tempo.

D. Togliere più pelle dà un risultato migliore?

R. No, è vero il contrario: una rimozione eccessiva abbassa il sopracciglio, svuota lo sguardo e può precludere un futuro lifting del terzo superiore. L'orientamento attuale conserva muscolo e volume, e toglie solo ciò che serve.

D. E se la palpebra copre la pupilla?

R. In quel caso si parla di ptosi, una debolezza del muscolo che solleva la palpebra: si corregge con tecniche dedicate, dall'interno o dall'esterno, spesso associate alla blefaroplastica ma distinte da essa.

D. Si può abbinare ad altri interventi?

R. Sì, è frequentemente associata al lifting temporale del sopracciglio, alla blefaroplastica inferiore o a trattamenti di medicina estetica del contorno occhi; la combinazione va valutata caso per caso in sede di visita.

Vuoi sapere se è adatto al tuo caso?

Ogni percorso viene valutato individualmente: la consulenza serve proprio a questo.