Mastoplastica riduttiva
Riduce il volume ghiandolare e cutaneo del seno e riposiziona areola e capezzolo, per un seno proporzionato al resto del corpo e più leggero da portare.
Cos'è
In cosa consiste
L'intervento rimuove una parte di ghiandola, grasso e pelle in eccesso e risale il complesso areola-capezzolo, che resta collegato ai propri vasi e nervi attraverso un peduncolo di tessuto ghiandolare: è questo a preservarne vitalità e, nella maggior parte dei casi, sensibilità. La pelle viene poi ridisegnata attorno al nuovo volume, più alto e più compatto.
Il disegno delle incisioni dipende dalla quantità di tessuto da rimuovere: attorno all'areola e in verticale fino al solco (cicatrice "a lecca-lecca") nelle riduzioni moderate; con un tratto orizzontale aggiuntivo nel solco sottomammario (cicatrice a T invertita) nelle riduzioni maggiori. Per molte pazienti non è un intervento soltanto estetico: è, prima di tutto, funzionale.
Per chi è indicata
Pazienti con macromastia (seno molto voluminoso) che comporta dolori cervicali e dorsali, solchi da reggiseno sulle spalle, irritazioni nel solco sottomammario, difficoltà nell'attività fisica o disagio posturale e psicologico.
Sono preferibili un peso stabile e, per chi fuma, la sospensione nelle settimane attorno all'intervento, perché il fumo compromette la guarigione delle ferite e la vitalità dell'areola. Dopo una certa età, o in presenza di familiarità, si richiedono ecografia o mammografia pre-operatorie. Quando il problema è la forma più che il volume, l'indicazione può essere una mastopessi.
Interventi correlati
Prima
Dopo
I casi variano da persona a persona.
Decorso
Decorso post-operatorio
- Anestesia generale; ricovero di 1-2 notti
- Drenaggi nelle prime 24-48 ore; punti riassorbibili
- Reggiseno contenitivo per 4-6 settimane
- Ripresa delle attività quotidiane in circa 2 settimane, attività sportiva dopo 6-8 settimane
- La sensibilità del capezzolo può ridursi nei primi mesi e in genere recupera progressivamente
- Le cicatrici sono arrossate nei primi mesi e maturano nell'arco di 12-18 mesi, con cure dedicate
I tempi di recupero indicati sono orientativi: possono variare da persona a persona e vengono definiti con precisione nel corso della visita.
Domande frequenti
Le domande più comuni
D. Lascia cicatrici importanti?
R. Sì: la tecnica comporta cicatrici permanenti, attorno all'areola, verticali e talvolta nel solco sottomammario, che tendono ad attenuarsi nel tempo. Nella maggior parte delle pazienti il sollievo funzionale e la nuova forma compensano ampiamente questo compromesso, ma va accettato prima.
D. È rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale?
R. In presenza di una sintomatologia ortopedica o posturale documentata è possibile, in alcuni casi, accedere a percorsi convenzionati; va verificato con la propria documentazione clinica e con la struttura.
D. Potrò allattare dopo l'intervento?
R. L'allattamento resta possibile in una parte delle pazienti, perché la ghiandola dietro l'areola viene conservata, ma non può essere garantito: chi desidera una gravidanza a breve può valutare di rinviare l'intervento.
D. Il seno può tornare a crescere?
R. Il tessuto rimosso non si riforma, ma il seno residuo risente di aumenti di peso, gravidanze e variazioni ormonali. Un peso stabile è la condizione migliore per un risultato duraturo.
D. Di quanto si riduce il seno?
R. La riduzione si discute in visita in termini di proporzione con il torace, non di una taglia fissa: l'obiettivo è un seno che alleggerisca la schiena e resti armonico con il resto del corpo.
Vuoi sapere se è adatto al tuo caso?
Ogni percorso viene valutato individualmente: la consulenza serve proprio a questo.