Mastoplastica additiva
Aumenta il volume del seno con protesi mammarie scelte per base, proiezione e volume in base all'anatomia del torace e alle aspettative della paziente.
Cos'è
In cosa consiste
L'intervento inserisce una protesi in gel di silicone coesivo attraverso un'incisione di pochi centimetri nascosta nel solco sottomammario; l'accesso attorno all'areola è riservato a casi selezionati. La protesi viene posizionata dietro la ghiandola oppure, più spesso, in parte sotto il muscolo grande pettorale (piano dual plane): la scelta dipende dallo spessore del tessuto che la ricoprirà, perché dove il tessuto è sottile la copertura muscolare rende il profilo più naturale e meno percepibile il bordo dell'impianto.
La scelta della protesi non parte dalla "taglia" desiderata ma dalle misure del torace: larghezza della base mammaria, distanza tra capezzolo e solco, elasticità e spessore della pelle. Da questi dati si definiscono base, proiezione e volume compatibili con i tessuti, e in visita si provano i volumi con appositi sizer. L'obiettivo è un seno proporzionato alla struttura della persona, non il volume più grande che il tessuto può sopportare.
Per chi è indicata
Pazienti con ipoplasia mammaria (seno poco sviluppato), asimmetrie di volume o di forma, oppure desiderio di recuperare pienezza dopo gravidanza, allattamento o un dimagrimento importante.
Condizioni per procedere sono un peso stabile, la maggiore età e aspettative realistiche. Quando il seno è anche sceso, la sola protesi non basta e si valuta la mastopessi con protesi; le pazienti con tessuto sufficiente e desiderio di volumi contenuti possono essere candidate alla tecnica di preservazione, meno invasiva.
Interventi correlati
Decorso
Decorso post-operatorio
- Anestesia generale; day surgery o una notte di ricovero
- Incisione di pochi centimetri nel solco sottomammario, punti riassorbibili
- Reggiseno contenitivo senza ferretto per circa 4-6 settimane
- Ripresa delle attività quotidiane in 5-7 giorni; attività sportiva dopo 4-6 settimane, esercizi per i pettorali più tardi
- Nelle prime settimane il seno appare alto e teso: la protesi si assesta e la forma si ammorbidisce nell'arco di 2-3 mesi
- Controlli programmati nel tempo e controllo ecografico periodico delle protesi
I tempi di recupero indicati sono orientativi: possono variare da persona a persona e vengono definiti con precisione nel corso della visita.
Domande frequenti
Le domande più comuni
D. Le protesi durano per sempre?
R. Le protesi moderne hanno una lunga durata ma non sono considerate dispositivi "a vita": non esiste una scadenza fissa, ma è buona norma un controllo periodico, anche ecografico, per verificarne nel tempo l'integrità.
D. Si vedrà che è un seno operato?
R. Dipende soprattutto dalla proporzione tra protesi e tessuti: un impianto scelto sulle misure del torace, con copertura adeguata, dà un risultato armonico. Volumi eccessivi rispetto alla base mammaria sono la causa più frequente di un aspetto artificiale.
D. È compatibile con l'allattamento?
R. Nella maggior parte dei casi le tecniche moderne preservano la ghiandola e i dotti, in particolare con l'accesso dal solco sottomammario; l'argomento va comunque discusso in visita in base alla tecnica scelta.
D. Che cos'è la contrattura capsulare?
R. Attorno a ogni protesi l'organismo forma una sottile capsula di tessuto. In una minoranza di casi questa capsula si ispessisce e si contrae, rendendo il seno più duro o alterandone la forma: è la complicanza più nota di questo intervento e può richiedere un nuovo intervento. Tecnica accurata, scelta della protesi e posizione sottomuscolare contribuiscono a ridurne la probabilità.
D. Si possono fare mammografia ed ecografia con le protesi?
R. Sì. Gli esami di screening restano possibili e vanno eseguiti regolarmente, segnalando la presenza delle protesi al radiologo, che adotta proiezioni dedicate.
Vuoi sapere se è adatto al tuo caso?
Ogni percorso viene valutato individualmente: la consulenza serve proprio a questo.



